Puttana è uno spettacolo di narrazione musicale sperimentale. Un’opera musicale teatralizzata. Un’opera dove musica, suoni, parole, modificazioni delle stesse si mescolano creando un suono unico composto da tutti. Microfoni che modificano voci, una piccola orchestra di strumenti elettronici con suoni modificati. La modificazione della realtà per raccontare una realtà vera. Una sola attrice in scena ma 5 personaggi diversi.
Drammaturgia di Maura Pettorruso
Regia di Mirko Corradini
Attrice: Beatrice Festi
Ensemble: EWI (Electronics Wind Instrument), Violino Elettrico, Piano digitale, Batteria Elettrica, Tastiere, Computer
Produzione TeatroE
Durata: 60'
Prima rappresentazione: Villazzano (TN), Festival Tabù, 03 maggio 2023
Il Teatro che si ascolta: Viaggio Immersivo in "Puttana"
La scena contemporanea è un laboratorio in continua evoluzione, dove il confine tra le discipline artistiche si fa sempre più sfumato. In questo contesto, lo spettacolo "Puttana", diretto da Mirko Corradini, si inserisce come un esempio emblematico di come la tecnologia possa diventare un vero e proprio co-autore dell'opera. Lo spettacolo affronta il tema del pregiudizio partendo da una riflessione sulla prostituzione, ma ciò che lo rende un caso di studio è l'uso di un'esperienza sonora completamente immersiva.
La musica, in questo progetto, non si limita a fare da sottofondo: è un protagonista attivo. Invece di una tradizionale amplificazione in sala, l'intero pubblico è dotato di cuffie che veicolano suoni, voci e musiche. Questa scelta non è un semplice vezzo tecnologico, ma la chiave per instaurare un rapporto intimo e diretto tra l'attrice e ogni singolo spettatore, abbattendo la "quarta parete" teatrale. Ho lavorato per plasmare questa esperienza sonora, non solo componendo le musiche, ma agendo come un "architetto del suono".
Il cuore tecnico di questa operazione è la spazializzazione sonora in cuffia. Utilizzando software come dearVR PRO 2, siamo stati in grado di superare la percezione stereo tradizionale. Ho posizionato i suoni in uno spazio virtuale a 360 gradi, creando l'illusione che provenissero dall'esterno della testa dell'ascoltatore. Questo ha permesso di modellare un ambiente sonoro avvolgente e realistico, dove distanza e movimento dei suoni erano direttamente collegati alla narrazione e all'interpretazione dell'attrice.
Il processo creativo è stato un dialogo costante e collaborativo. Non c'è stata una partitura rigida fin dall'inizio; il mio lavoro si è sviluppato in risposta alle esigenze emerse durante le prove, creando nuove idee musicali sul momento o adattando materiale preesistente. L'ensemble era composto da strumenti prevalentemente elettrici, come un pianoforte digitale, una batteria elettronica con campioni personalizzati, un violino elettrico collegato a una pedaliera effetti e un EWI (Electric Wind Instrument). Questa strumentazione, unita alla modifica digitale della voce dell'attrice, ha permesso di esplorare nuove forme di espressione e di rappresentare la frammentazione e la fluidità dell'identità della protagonista.
Lo spettacolo "Puttana" dimostra come la tecnologia, se usata con una chiara finalità artistica, possa amplificare la portata di un messaggio e aprire nuove strade creative. Si tratta di un esempio di "umanesimo tecnologico" dove l'abilità e l'ingegno umano si fondono con gli strumenti digitali per creare un'esperienza unica e profondamente coinvolgente. La tecnologia diventa così un vero e proprio "sesto elemento in scena", una risorsa che arricchisce la narrazione e trasforma lo spettatore da semplice osservatore a partecipe attivo di un mondo sonoro su misura.
Per una migliore percezione audio è preferibile l'ascolto in cuffia