Siena, settembre 2020. In occasione della scoperta del pavimento del Duomo — quell'intarsio in marmo che normalmente vive nascosto sotto una copertura protettiva — con mia moglie siamo andati a Siena per la prima volta.
L'albergo era fuori le mura, nella parte bassa. Per entrare in città si passa attraverso Porta San Francesco: cinque scale mobili in sequenza, chiuse, che salgono dentro la collina. Non è un ambiente che ti aspetti in un centro storico medievale. Eppure c'è, e funziona.
Quello che non mi aspettavo era il suono. Ogni scala ha un cigolio proprio, una frequenza di sfregamento diversa, un riverbero che dipende dalla forma e dalle pareti di quel segmento di tunnel. Le cinque insieme costruiscono qualcosa di involontario e preciso allo stesso tempo — una sorta di polifonia meccanica che non ha autore, ma ha una logica. Ci si può passare dentro, a quel suono.
Ho registrato con lo smartphone, scegliendo un orario con poca gente per non catturare voci. Non avevo un obiettivo preciso: volevo solo trattenere qualcosa. Nel tempo, quel materiale è entrato in alcune mie composizioni come fonte da elaborare. Oggi lo pubblico così com'è, nella sua forma originale — perché anche così, senza intervento, mi sembra che tenga.
Scheda tecnica
Tipo — Field recording / soundscape
Anno — 2020
Durata — 3'12"
Canali — Stereo
Strumento di registrazione — Smartphone
Luogo — Porta San Francesco, Siena