Per glassarmonica e archi.
Durata: 15' — 2009
Tre righe, una sera
Solitudo è costruita attorno a un vincolo strutturale preciso: tre sezioni corrispondenti ai tre versi della poesia Ed è subito sera (1930) di Salvatore Quasimodo, ciascuna proporzionata al conteggio delle sillabe del verso:
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
Il materiale tematico attinge a Over the Rainbow di Harold Arlen — non come citazione né come riferimento, ma come substrato sommerso, una memoria tonale dissolta nella texture.
La disposizione spaziale degli strumenti è stata concepita come parte integrante della composizione: archi in coppie speculari, glassarmonica al centro. È stato il primo passo di una ricerca sulla spazializzazione che è proseguita da allora.
Il brano ha ricevuto la prima esecuzione il 27 maggio 2011 al festival Musica Contemporanea. Frontiere, organizzato dall'ASUT presso la Fondazione Caritro, Trento, diretto da Mattia Culmone.
Scheda tecnica
Durata - 15'
Tipo - Ensemble da camera
Anno - 2009
Organico - Glassarmonica, 2 violini I, 2 violini II, 2 viole, 2 violoncelli, contrabbasso
Prima assoluta - 27 maggio 2011, Musica Contemporanea. Frontiere, Fondazione Caritro, Trento
Direttore - Mattia Culmona; Glassarmonica - Gianfranco Grisi